Come prepararsi al meglio per un colloquio di lavoro

Photo by Fauxels / Pexels 

Se sei arrivato a questo articolo è perché ti stai chiedendo come affrontare al meglio un colloquio. Uscirne sempre vincenti non è facile, ma se ti prepari nel modo giusto non sarà una sfida insormontabile. Oltre al curriculum, che è fondamentale, ci sono degli aspetti da non sottovalutare. Di seguito quindi ti sveleremo qualche trucchetto per risultare professionale e pronto a entrare nel mondo del lavoro.

Come affrontare al meglio un colloquio di lavoro

Come abbiamo già accennato, prepararsi è importantissimo. Prima di tutto, quindi, informati sull’azienda alla quale ti stai proponendo, e in particolare sul ruolo per cui ti sei candidato. D’altronde stai cercando di dimostrare di essere la persona giusta, al posto giusto e al momento giusto. Studia bene le attività aziendali, prendi spunti da più fonti: questo ti permetterà anche di rispondere meglio alle eventuali domande che il recruiter ti porrà, e ti mostrerai interessato e motivato.

Non sottovalutare nemmeno gli abiti che indosserai: la prima impressione alle volte può fare la differenza. Scegli quindi i vestiti in base al contesto, prediligi uno stile classico ma non troppo serio, cura l’igiene personale, presentati con i capelli in ordine. Preferibilmente, evita il profumo: le fragranze sono soggettive, e se il recruiter non dovesse apprezzarla potrebbe influenzare negativamente il suo giudizio. Inoltre, presentati in anticipo, ma senza esagerare: arrivare troppo presto può essere sinonimo di ansia. Dieci minuti prima, invece, sono più che sufficienti.

Ora che abbiamo parlato degli aspetti più “semplici”, cerchiamo di entrare nel vivo dell’argomento: come rispondere alle domande di un colloquio. Innanzitutto fai un bel respiro e cerca di non farti scavalcare dalle emozioni. A quel punto sarai pronto per affrontare i primi quesiti. Di solito i recruiters partono dalla classica frase: “Parlami di te”. La maggior parte delle persone di fronte a queste parole si bloccano immediatamente, poiché ritenute troppo generiche. Come potete immaginare, però, una reazione di questo tipo non è vista come un buon inizio. Per non farti trovare impreparato, quindi, preparati una piccola presentazione di te stesso, con i dettagli sulla tua carriera, i collegamenti tra le posizioni ricoperte in futuro e quelle che potresti invece rivestire per l’azienda, i percorsi formativi.

Un’altra domanda di routine, poi, è la richiesta di descrivere tre pregi e tre difetti. Anche in questo caso è importante avere le idee chiare, in particolar modo rispetto alla posizione a cui si aspira. Prima di arrivare al colloquio, quindi, pensa ai tuoi pregi e ai tuoi difetti (magari quelli meno negativi) da esporre, e non vergognarti di parlarne.

L’importanza delle soft skills

Un altro aspetto che il reclutatore andrà ad analizzare sono le tue caratteristiche più personali e le tue soft skills: ti chiederà quindi da dove vieni, quali sono i tuoi interessi, le tue competenze. Inizia quindi con il raccontare il tuo percorso di studi, cogli l’occasione per segnalare l’interesse per l’aggiornamento costante. Spiega, senza risultare prolisso, i tuoi lavori e gli stage svolti in passato. Sottolinea la motivazione a lavorare per l’azienda presso cui ti stai candidando: il recruiter lo apprezzerà. Inoltre, poni le domande giuste, quelle più interessanti e pertinenti alla posizione lavorativa per cui ti stai proponendo. Se puoi, però, evita di parlare di retribuzione almeno durante il primo colloquio, a meno che non sia direttamente il reclutatore a tirare fuori l’argomento. Allo stesso modo è consigliabile non domandare immediatamente di ferie e permessi di lavoro.

Al contrario, invece, ci sono una serie di domande che ti faranno sembrare professionale e preparato:

  • Cosa si aspetta l’azienda dal candidato selezionato?
  • Qual è la mission dell’azienda?
  • Quale sarebbe, nello specifico, il mio ruolo?
  • Qual è la possibilità di crescita all’interno dell’azienda?
  • Quando potrò avere una risposta?

La comunicazione non verbale

La comunicazione non verbale è importante tanto quanto quella verbale. Cerca quindi di gestire i tuoi movimenti, ed evita alcune posizioni del corpo che potrebbero involontariamente influenzare negativamente la scelta dei selezionatori. Tra le altre cose, quindi, cerca di prestare attenzione alla stretta di mano, che deve essere posta con fermezza, e magari accompagnata da un lieve sorriso. Non sederti prima del selezionatore, e se lo stai aspettando, quando arriva alzati. Non giocare con le mani, o con i piedi, e non incrociare le braccia: questa posizione infatti fa intendere una certa chiusura verso chi ti sta parlando. Infine, mantieni sempre il contatto visivo così da riuscire a dimostrare sicurezza e sii il più naturale possibile per non risultare impacciato in atteggiamenti che non sono tuoi.

A questo punto possiamo dire che i colloqui di lavoro non hanno più segreti per te. Non ti resta che prepararti e lanciarti nella tua prossima avventura!

Saveria Spezzano

Saveria Spezzano

Marketing Team Develhope