Come avviare una Startup: tutto quello che devi sapere

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Stai pensando di avviare una Startup ma non hai idee di quale sia il punto di partenza? Questo articolo allora fa al caso tuo. In realtà, non esiste un’unica via in grado di condurre alla nascita di una nuova impresa, ma siamo sicuri di poterti indicare alcuni punti fondamentali che ti aiuteranno a portare a termine il tuo obiettivo. Soprattutto se hai avuto una buona intuizione.

Come avviare una startup

Dando quindi per scontato che hai già un’idea di partenza da realizzare, e che non ti spaventa imbatterti nella vita dell’imprenditore, è il momento di analizzare il mercato e i competitor. Questo aspetto, infatti, è fondamentale per evitare di dedicare anima e corpo in un lavoro per poi scoprire che… L’ha già fatto qualcun altro. Quando si parla di startup la concorrenza è altissima, perciò risulta importante cercare i potenziali rivali, studiare le loro caratteristiche chiave, i punti deboli, e puntare proprio a migliorare quegli aspetti.

Dopodiché, dedica del tempo ad analizzare la dimensione del mercato nel quale hai intenzione di operare: da questo dipenderà la crescita della tua startup. Per farlo, evita di utilizzare solo ricerche secondarie, già effettuate da qualcun altro, e non basarti solo sulle risorse online. Teoricamente, al termine di questi passaggi dovresti sapere con certezza se la tua idea ha del potenziale, se c’è qualcuno che ha bisogno delle tue competenze, se il mercato è grande e se i competitor sono ben (o mal) posizionati. A questo punto puoi passare direttamente alla creazione di un primo prototipo, e intanto cercare di capire i costi di attivazione di una startup.

Le spese iniziali di una Startup

Le spese iniziali di una Srl sono di circa 2.300 euro, ma più concretamente si può parlare di un range che varia tra i cinque e i dieci mila euro contando anche il capitale sociale. L’imposta di registro, infatti, ha un prezzo di circa 200 euro a cui bisogna aggiungere il notaio (tra i 1.000 e i 1.700 euro), la tassa di concessione governativa (circa 320 euro) e i diritti camerali (tra i 130 e i 150 euro). In più c’è il capitale sociale. Le spese per una Srls, invece, sono di gran lunga inferiori, poiché viene meno il costo dei bolli e del notaio, e può avere un capitale sociale di 1 solo euro.

A questo punto vediamo i requisiti necessari per avviare una startup innovativa. Dal punto di vista prettamente tecnico, affinché possa definirsi tale il nostro ordinamento richiede che “la startup abbia quale oggetto sociale, esclusivo e prevalente, lo sviluppo, la produzione e la commercializzazione di prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico”. Inoltre, deve soddisfare almeno una di queste tre condizioni:

  • Spese in R&D uguali o superiori al 15% del maggior valore tra costo e valore totale della produzione;
  • Impiego come dipendenti o collaboratori di almeno un determinato numero di personale qualificato da titoli di studio
  • Titolarità (o disponibilità in licenza) di un brevetto industriale funzionale all’oggetto sociale

A questi si aggiungono altri requisiti come l’età della startup, per i quali è meglio consultare il Registro Imprese Innovative. Non bisogna dimenticare, poi, che le startup sono a tutti gli effetti delle imprese, quindi nulla vieta che per darle vita legale si possa seguire la procedura prevista per aprire qualsiasi altra impresa. Questo significa che essere un’impresa innovativa, quindi, non scaturisce dall’iscriversi al Registro delle imprese innovative. Soprattutto perché l’innovatività è una caratteristica, non un’etichetta. Iscriversi al Registro, però, apre le porte a una serie di vantaggi di natura burocratica e fiscale. In particolare, permette di accedere al Fondo Centrale di Garanzia, e ottenere l’appoggio da parte dello Stato nei confronti di una banca a cui di richiede un prestito.

Come e dove trovare i fondi per avviare una startup

Le banche sono certamente il primo luogo che viene in mente quando si pensa a come e dove trovare i fondi per avviare un’impresa, in questo caso una startup. In realtà, però, non sono l’unico strumento, e nemmeno il più indicato. Soprattutto perché stiamo parlando di un’impresa ad alto tasso di fallimento, e per questo trovare delle forme di finanza alternativa è più consigliabile. Per esempio, oltre al bootstrapping, ovvero all’autofinanziamento, ci si può rivolgere ai Business Angel, figure imprenditoriali o manageriali disposte a dare un contributo in termini di competenze. Poi ancora al crowdfunding, o ai Venture Capitalist, i quali si occupano di fare un buon deal in grado di generare ritorni elevati in cambio di una fetta della società o di posti nel board. Non sono da sottovalutare nemmeno i finanziamenti pubblici, i premi, gli incubatori e i programmi di accelerazioni, tutte soluzioni utili in diversi momenti della startup.

Se tutto questo non ti spaventa, e ancora credi di avere una grande idea nel cassetto, è il momento giusto per rimboccarsi le maniche e aprire la tua innovativa startup!

Saveria Spezzano

Saveria Spezzano

Product Marketing Manager